Marò, tarocchi e Casapound.

Marò & tarocchi.

L’evoluzione dell’articolo di Matteo Miavaldi sul sito dei Wu Ming (leggibile nel post sottostante) porta alla “scoperta” della grottesca vicenda di un finto Ingegnere di Casapound accreditato sin dai tempi di Ustica come “Esperto”! Che tristezza…

Tratto da “giornalettismo.it

Il perito che difende i Marò ha la laurea finta. Luigi Di Stefano ammette che il titolo è “un vezzo”.

[…]è anche saltato fuori che, quando l’autore della perizia si firma “Ing. Luigi Di Stefano”, millanta. La laurea che indica nel suo curriculum gli è stata conferita dalla Adam Smith University of America, un notissimo diplomificio che emette solo carta straccia, visto che nessuno dei “titoli” che distribuisce ha il minimo valore. Niente laurea, niente Dr., niente Ing.. Sull’Ing. o non Ing., Di Stefano, intervenuto nella discussione, aveva appena fatto in tempo a spiegare che è sì Ing., ma solo all’estero perché:

“La tesi di laurea è “Ipotesi di piano energetico nazionale basato sulla riforma del sistema elettrico, con l’inserimento di significative aliquote di produzione di energia elettrica da fonti non fossili”, e la qualifica è “Environmental Engineering”. Per iscrivermi all’Albo dovrei fare la conversione della laurea americana in Gran Bretagna e poi chiedere la conversione in Italia, ma proprio non mi interessa buttare un sacco di soldi”. [continua]

I due Marò: quello che i media italiani non raccontano.

I due Marò: quello che i media italiani non vi raccontano.

Il 22 dicembre scorso Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò arrestati in Kerala quasi 11 mesi fa per l’omicidio di due pescatori indiani, erano in volo verso Ciampino grazie ad un permesso speciale accordato dalle autorità indiane. L’aereo non era ancora atterrato su suolo italiano che già i motori della propaganda sciovinista nostrana giravano a pieno regime, in fibrillazione per il ritorno a casa dei «nostri ragazzi”, promossi in meno di un anno al grado di eroi della patria.
La vicenda dell’Enrica Lexie, la petroliera italiana sulla quale i due militari del battaglione San Marco erano in servizio anti-pirateria, ha calcato insistentemente le pagine dei giornali italiani e occupato saltuariamente i telegiornali nazionali.
E a seguirla da qui, in un villaggio a tre ore da Calcutta, la narrazione dell’incidente diplomatico tra Italia e India iniziato a metà febbraio è stata – andiamo di eufemismi – parziale e unilaterale, piegata a una ricostruzione dei fatti distante non solo dalla realtà ma, a tratti, anche dalla verosimiglianza. [continua]

Articolo di Matteo Miavaldi (China Files)

Tratto da: ” Giap – Blog di wumingfoundation.com

Quante falsità sulla Cina e il web: è ora di fare chiarezza.

Cina-onlineQuante falsità sulla Cina e il web: è ora di fare chiarezza. 

Per chi vive in Cina, la cosa che ha sempre sorpreso, a dispetto dei giornalisti che non hanno avuto fino ad ora argomenti per criticare il governo su questo punto, è stato il fatto di poter comprare ovunque una SIM per collegarsi a internet senza dover dare generalità o altro. Ti colleghi e via senza dover renderne conto a nessuno. Voi credete che questo sia possibile negli USA o in Italia dove fino a poco tempo fa era necessario lasciare persino la copia del documento d’identità a chi ti forniva un servizio WIFI per strada? [articolo completo]

(articolo di Saro Capozzoli)

 

Tratto da: “linkiesta.it

Il “Sandy” dei poveri.

L’uragano Sandy ha fatto moltissimi danni. Milioni di dollari in fumo e diversi morti. E’ un peccato, come lo è il fatto che al mondo sembri sia stato solo un problema “Statunitense”. Invece l’ uragano ha seminato distruzione e morte anche altrove, tipo a Cuba. Ma Cuba non conta. Si sa.

Qui c’è un resoconto del passaggio Cubano di Sandy. Niente da invidiare a New York a quanto pare!  (tratto da: “fatti di cronaca“)

Anche today.it se ne occupa con vena giustamente polemica. (tratto da “today.it“)

La sagra del catastrofismo.

Evviva l’America.

Negli Stati Uniti è cosa comune trovarsi a seguire ore ed ore di dirette tv solo a riguardo di catastrofi ambientali soprattutto meteorologiche. Collegamenti in diretta dal centro del tornado, live dall’origine dell’uragano e così via. E ne hanno ben donde! Nel loro emisfero la natura non scherza e quando ci si mette è veramente dura.

Di qua è un pò diverso. Un pò TANTO diverso! Qui da noi non ci sono uragani e tornadi. Forti pioggie e tanto vento si, ma sicuramente non come “di là”! Le peggiori catastrofi che ricordiamo e che purtroppo rivivremo sono in maggior parte causate dalla scarsa intelligenza umana su come e dove costruire (oltre che agli interessi,ovvio!). Da noi il tempo è relativamente clemente, e perciò ci mettiamo del nostro per renderlo peggiore di quello che effettivamente è. E questo è quanto. Purtroppo da noi i media si sentono inferiori ai loro colleghi d’oltreoceano e siccome la tendenza è sempre e solo quella di copiare i contenuti “Americani”, ecco qua che ci si sente inferiori ai grandi network mondiali, ecco qua che anche una perturbazione un pò più “incarognita” di altre viene promossa come un mezzo giudizio universale; per seminare il panico, per destare allarmismo. La sagra del catastrofismo.

Per carità, è giustissimo che la Protezione Civile dia le allerte, ma è il comportamento dei nostri media che poi mette le ciliegine sulla torta, i ricami assurdi e le stronzate varie. Dove vivo io quest’ultima perturbazione, di cui fortunatamente non ricordo il nome, (e qui un’altra clamorosa copiatura: in America si usa dare i nomi in ordine alfabetico per “contare” i fenomeni atmosferici, e come suddetto a buona ragione.) non ha combinato nulla, ma io vivo nel versante adriatico e si sapeva, mentre a Roma ed in generale dalla parte tirrenica mi sembra che ci sia stata una catastrofe, no?! No…no? Ah, tutto sommato mi dicono che sia passata via come tante altre forti perturbazioni che ci si ricorda da quando eravamo piccoli. Tanti disagi, ma alla fine meno danni di altre volte e di altri “uragani” non annunciati.

Chissà, mi viene da pensare che buona parte dei Network “de noantri” fosse lì, in zone chiave di Roma e di altre città tirreniche ad aspettare la catastrofe, dannandosi che poi, alla fine, non fosse altro che tanta acqua e che la Città eterna avesse retto bene l’urto.  Ore ed ore di frasi fatte pronte all’uso non più pronunciabili, impossibile fare le dirette stile Cnn e così via.

Avvoltoi.

 

W Rebeldia