La memoria corta.

La memoria corta. (di Tommaso Di Francesco)

Nel­son Man­dela è «un gigante del XX secolo», che «mi ha reso un uomo migliore», anche se «la ten­ta­zione è di ricor­darlo come una icona, ma Madiba ha resi­stito a que­sto qua­dro privo di vita»: l’atteso discorso elogio-funebre del pre­si­dente ame­ri­cano Barack Obama non è stato infe­riore alle aspet­ta­tive. L’approvazione grande, pio­ve­vano gli applausi dei suda­fri­cani riu­niti a Soweto, presi dalle parole dell’altro pre­si­dente nero della sto­ria. Soprat­tutto quando ha par­lato dell’uomo «in carne ed ossa», che ammet­teva le sue imper­fe­zioni, una ragione in più per «amarlo così tanto» per­ché «con­di­vi­deva con noi i suoi dubbi, le sue paure, i suoi cal­coli sba­gliati, insieme alle sue vit­to­rie. Diceva: non sono un santo». E poi, l’accusa: «Troppi lea­der che cele­brano oggi Man­dela, in realtà non tol­le­rano il dis­senso dei loro popoli». E, subito dopo, il gesto sto­rico: la stretta di mano con il pre­si­dente cubano Raul Castro, tra gli inter­lo­cu­tori dell’invettiva appena pro­nun­ciata.
L’autorevole discorso di Obama a Johan­ne­sburg, a largo spet­tro rivolto ad alcuni lea­der inter­na­zio­nali del cosid­detto Terzo Mondo, quasi come por­ta­voce dell’Occidente, rischia però di sep­pel­lire la verità e di essere alla fine l’ennesima sua imbal­sa­ma­zione, soprat­tutto per­ché appare lar­ga­mente sme­mo­rato. [continua]

Articolo tratto da: il Manifesto

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Droghe – Stupefacenti e uso di gruppo, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione.

propaganda-antidrogaADUC – Droghe – Articolo – Stupefacenti e uso di gruppo, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione.

Con la sentenza pronunziata ieri, le SSUU della Corte di Cassazione hanno, dunque, risolto l’arcano concernente la punibilità del cd. uso di gruppo di sostanze stupefacenti, anche in relazione a vicende che si siano verificate successivamente all’entrata in vigore della L. n. 49/2006, (testo che ha parzialmente modificato il T.U. D.P.R. n. 309/1990).

Ed ora, a giochi fatti, è tutto un coro di conferma (addirittura, si potrebbe dire in maniera stupefacente, l’on. Giovanardi e lo stesso dott. Serpelloni del DPA salgono sul carro del vincitore) ad una decisione certamente non facile, tutt’altro che prevedibile.
E’ sempre, infatti, stata strenua la resistenza di una parte della giurisprudenza di legittimità alla depenalizzazione dell’istituto. [continua]
morabito
Tratto da: “aduc.it

Marò, tarocchi e Casapound.

Marò & tarocchi.

L’evoluzione dell’articolo di Matteo Miavaldi sul sito dei Wu Ming (leggibile nel post sottostante) porta alla “scoperta” della grottesca vicenda di un finto Ingegnere di Casapound accreditato sin dai tempi di Ustica come “Esperto”! Che tristezza…

Tratto da “giornalettismo.it

Il perito che difende i Marò ha la laurea finta. Luigi Di Stefano ammette che il titolo è “un vezzo”.

[…]è anche saltato fuori che, quando l’autore della perizia si firma “Ing. Luigi Di Stefano”, millanta. La laurea che indica nel suo curriculum gli è stata conferita dalla Adam Smith University of America, un notissimo diplomificio che emette solo carta straccia, visto che nessuno dei “titoli” che distribuisce ha il minimo valore. Niente laurea, niente Dr., niente Ing.. Sull’Ing. o non Ing., Di Stefano, intervenuto nella discussione, aveva appena fatto in tempo a spiegare che è sì Ing., ma solo all’estero perché:

“La tesi di laurea è “Ipotesi di piano energetico nazionale basato sulla riforma del sistema elettrico, con l’inserimento di significative aliquote di produzione di energia elettrica da fonti non fossili”, e la qualifica è “Environmental Engineering”. Per iscrivermi all’Albo dovrei fare la conversione della laurea americana in Gran Bretagna e poi chiedere la conversione in Italia, ma proprio non mi interessa buttare un sacco di soldi”. [continua]

Le nostre vite in vendita. (Michael J.Sandel)

Le nostre vite in vendita . (di Michael J.Sandel)*
Viviamo in un’epoca in cui quasi tutto può essere comprato e venduto. Negli Stati uniti, ci sono scuole che pagano i bambini per ogni libro che leggono, in India si affittano uteri, l’Ue vende il diritto di inquinare emettendo anidride carbonica, ma si può anche affittare la propria fronte per esporre una pubblicità commerciale. Per affrontare questa situazione, bisogna fare qualcosa di più che inveire contro l’avidità: dobbiamo, ad esempio, tornare a discutere in modo pubblico, caso per caso, il significato morale e sociale di queste scelte. [continua]

*Michael J. Sandel, Internazionale (fonte originale The Atlantic) insegna filosofia politica all’università di Harvard. Questo articolo è un estratto del suo saggio Quello che i soldi non possono comprare, che sarà pubblicato in aprile da Feltrinelli.

Uruguay. Il presidente più povero, e onesto, del mondo.

Il presidente più povero, e onesto, del mondo.

In Uruguay c’è un presidente così virtuoso e onesto da essere classificato come il più povero del mondo. Nessuna costrizione o contingenza, anzi, si tratta di una libera scelta. Lo stile di vita di José Mujica si differenzia dalla maggior parte degli altri leader mondiali: vive in una fattoria sgangherata a pochi chilometri dalla capitale Montevideo, coltiva personalmente i terreni e devolve il 90% del suo stipendio (pari a 12 mila dollari) ai poveri del paese e ai piccoli imprenditori. [continua]

Tratto da: “cadoinpiedi

Cosa pensa della Sinistra Mujica.

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Ecco come vive!

«Obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia» – Berlusconi ci ripensa ma non si candida.

Dietrofront di Berlusconi: «Obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia».

Tratto da: Corriere.it

L’ Uomo da una sola parola ritorna sui suoi passi proprio il giorno dopo essere stato condannato per frode fiscale. C’era da aspettarselo?

Nella conferenza stampa di oggi,come al solito, attacca le toghe “rosse” e tiene a precisare che, comunque, Lui non si candida.(meno male!)

Giusto per rinfrescarvi un pò la memoria QUI trovate l’elenco di tutti i processi a carico dell’ Unto.

Il senatore compra casa e cambia idea sul Ponte.

Della serie: Hanno la faccia come il culo!

Il senatore compra casa e cambia idea sul Ponte.

tratto da: corriere.it

“«Viva il ponte!». «Abbasso il ponte!» Quando il senatore Gianpiero D’Alia, capogruppo dell’Udc al Senato, cambiò di colpo idea sul ponte sullo Stretto diventando più talebano degli ambientalisti, i messinesi ci restarono secchi: questa poi! Sorpresa: aveva comprato a prezzo stracciato una villa sul mare dove dovrebbe sorgere uno dei giganteschi piloni del gigantesco viadotto. Un idealista.”